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Difesa reale o farlocca?

Difesa reale o farlocca?

05/04/2022
VIOLENZA sulle DONNE: difesa reale o farlocca?
OMV News Author OMV News Author
Negli ultimi giorni, a Milano, si sono verificati ben tre casi di violenza sulle donne.
Milano capoluogo lombardo, città ricca di bellezze e cultura. Secondo comune d’Italia, Milano è al centro di una delle più popolose aree metropolitane d’Europa (la prima d’Italia, secondo l’OCSE) nonché centro economico e culturale e spesso nodo di comunicazioni internazionali. Secondo il City Reptrack, Milano è tra le 10 metropoli con la migliore reputazione al mondo (nona posizione).
Meta di migliaia di studenti per il prestigio dei suoi atenei.
Descrizione che sa di paradosso, se confrontata con quanto successo nelle ultime 24 ore, in cui si sono registrati 3 episodi di violenza a danno dell’universo in rosa.
Nella tarda serata di giovedì 24 marzo infatti, una ventenne, in piazza Leonardo da Vinci, è stata avvicinata da due coetanei stranieri, precisamente un tunisino ed un egiziano.
La ragazza è stata palpeggiata dai due delinquenti, finché non è arrivato in suo soccorso un altro studente, minacciato a sua volta dai due soggetti che, oltre le minacce, hanno anche tentato di rapinarlo.
I due, una volta fermati dai carabinieri, hanno tentato di opporre resistenza, scalciando contro i militari ma sono stati immobilizzati e condotti in caserma, dove hanno subìto il processo per direttissima.
Amara ironia della sorte, poche ore dopo, in Brera, la polizia è intervenuta dopo diverse chiamate da parte di testimoni, che hanno assistito a uno spettacolo ben lontano dal senso di civiltà, quello dell’approccio molto insistente e molesto di un uomo, un 45enne italiano, nei confronti di una donna. Gli agenti si sono ritrovati con l’uomo mezzo nudo, che stava facendo avance spinte alla donna. Gli inquirenti hanno poi ricostruito che lo stesso soggetto, nel pomeriggio, aveva molestato una 27enne nei pressi di parco Sempione. L’uomo infatti, era stato fermato dai poliziotti mentre palpeggiava un’altra donna ma era stato rilasciato poco dopo con una denuncia per violenza sessuale.
Un soggetto non certo estraneo a queste nefandezze, non per nulla, già lo scorso 24 gennaio ,il 45enne italiano era stato arrestato in flagranza per violenza sessuale dopo palpeggiamenti a una ventiseienne etiope, in via Torino. Mentre una settimana fa, era stato denunciato per resistenza e violenza privata, per aver infastidito diversi clienti di un bar del mezzanino del metrò Duomo.
Questo è quanto successo a Milano in un solo giorno, precisamente a Parco Sempione (all’ora di pranzo) e a Brera (di notte), con protagonista un maniaco italiano già noto alle forze dell’ordine e in piazza Leonardo da Vinci con due stranieri, entrambi clandestini con precedenti penali.
A tal proposito, giusto e doveroso ricordare altresì, la vicenda della studentessa stuprata ai primi di febbraio, vicino alla Bocconi e per la quale nei giorni scorsi, è stato arrestato dai carabinieri un giovane nordafricano.
Ma è altrettanto giusto e doveroso ricordare l’orrore delle violenze consumate a Milano, nella notte di capodanno.
“Preda del branco per 20 minuti”. Queste le parole di una delle vittime, una ragazza tedesca che ha accolto l’invito della procura a presentarsi.
Con gli investigatori, la ragazza ha ricostruito i momenti in cui, con la sua amica, sono state accerchiate da un gruppo di trenta, quaranta ragazzi, molti di origine magrebina, riconoscendo diversi di loro come autori delle molestie e dei pesanti palpeggiamenti.
Inizialmente i perquisiti erano diciotto ma le ragazze avevano dichiarato di essere state accerchiate da “40-50 persone”, facendo così salire il numero di indagati.
Nel frattempo la polizia ha arrestato due minorenni di origine egiziana, un 16enne e un 17enne, con l’accusa di essere tra gli autori delle violenze sessuali e delle rapine avvenute la notte di Capodanno, in piazza Duomo a Milano. I due sono stati identificati dagli agenti, una volta analizzate le immagini dei sistemi di sorveglianza, ascoltato i testimoni nonché le vittime e utilizzando software di riconoscimento facciale. Al 16enne viene contestata anche una rapina commessa poche ore dopo le violenze.
Dei due ragazzi, uno ha il permesso di soggiorno, l’altro è un minore straniero non accompagnato. Dalle indagini è emerso che il 16enne, faceva parte di un gruppo che, secondo la Questura, “si muoveva subdolamente con abilità criminale” e alle 2:15 del primo gennaio, avrebbe accerchiato una coppia di ragazzi, aggredendoli e rapinandoli dei cellulari, il tutto mentre le vittime passeggiavano in via Torino in compagnia di amici.
Uno dei malcapitati, ha ricevuto ferite giudicate guaribili in cinque giorni, un’altra giovane vittima, è stata minacciata con un coltello mentre era intenta a chiamare i soccorsi.
“Incuranti della sofferenza delle vittime”. Queste le parole riportate nell’ordinanza del gip del Tribunale per i minorenni di Milano Paola Ghezzi, secondo il quale, i due minorenni non si sono fermati “nemmeno di fronte all’evidente sofferenza patita dalle due giovani”. Nell’ordinanza si parla anche di “gravissime e radicate lacune educative, sfociate in un atteggiamento di assoluta spregiudicatezza e indifferenza alle regole più elementari della civile convivenza” e di “mancato rispetto della dignità e della libertà personale di giovani donne in una serata di festeggiamenti nel centro della metropoli milanese”.
I due minori, non sono gli unici ritenuti responsabili di quanto accaduto. Intorno alla metà di gennaio infatti, un 18enne e un 21enne sono stati fermati a Torino e a Milano, con l’accusa di aver compiuto “pesanti violenze sessuali quasi complete accompagnate da rapine di cellulari e borsette”.
A questi casi di violenza, avvenuti tra fine marzo inizio aprile, da ricordare altresì il caso che vede un poliziotto della stradale di Milano, violentare la collega durante il turno.
L’ uomo è stato condannato per violenza sessuale, commessa sulla collega nel turno di lavoro. La pena è di un anno e sei mesi, con 5mila euro di multa.
In questi giorni per di più, i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza che dispone il collocamento in comunità per tre minori (due 15enni e un 16enne), che risultano gravemente indiziati per violenza sessuale di gruppo su una 14enne, in strada a Roma, la sera del 22 dicembre. I tre adolescenti, hanno agito insieme ad altri due minorenni che hanno meno di 14 anni e quindi non sono imputabili.
Il gruppo avrebbe palpeggiato la ragazzina nelle parti intime.
Nella denuncia, la vittima ha raccontato che la sera del 22 dicembre 2021, mentre stava aspettando degli amici in strada, è stata accerchiata da 5 ragazzi, a lei sconosciuti, i quali le hanno impedito di allontanarsi, trattenendola infatti con la forza e trascinandola in un’area poco illuminata, dove sarebbero avvenuti gli abusi.
Fortunatamente le urla della vittima, hanno attirato l’attenzione di due ragazzi. I due soccorritori sono stati a loro volta aggrediti dai balordi, messi in fuga dall’arrivo di una pattuglia di carabinieri della stazione Roma Eur.
Ai sospettati si è arrivati attraverso testimonianze, l’analisi dei profili social network ed infine attraverso il riconoscimento fotografico. I minori indagati sono tutti residenti a Roma.
Da ricordare anche la violenza sessuale alla 60enne, commessa da un marocchino irregolare.
Lo straniero, sconosciuto alle banche dati in uso alle Forze di polizia, si è prima rivolto alla vittima con alcune domande, per poi immobilizzarla e abusare di lei.
L’uomo, celibe e senza fissa dimora in Italia, dovrà rispondere dei reati di violenza sessuale (articolo 609 bis c.p.) e lesioni personali aggravate (articoli 582, 585, 576 c.p.).
Sempre in questi giorni, la Procura ha smontato la tesi del pm di Benevento – chiamato a pronunciarsi sul caso di una donna, che aveva accusato il marito di stupro – «in relazioni logore come la loro, era normale dover vincere quel minimo di resistenza che ogni donna, nel corso di una relazione stabile e duratura, tende a esercitare quando un matrimonio tenta un approccio sessuale». Consecutio, a detta della presente dichiarazione del pm, l’ uomo non avrebbe commesso alcun reato. Una ricostruzione a cui la difesa della donna si è subito opposta, spingendo la Procura a chiedere al giudice altro tempo per indagare al fine di ascoltare la moglie e per interrogare il marito. E così nella giornata del 1 Aprile, il Gip in un’udienza camerale, ha deciso di dare altri 6 mesi per indagare.
Sulla base di questi crimini efferati, alcuni dei quali verificatisi a distanza di tempo, le domande sorgono sponte.
Scempio di civiltà, forse dovuto a problemi culturali? Come ad esempio le parole del pm, che considera “normale” vincere quel minimo di resistenza da parte della donna, verso l’uomo dal quale intende divorziare?
È una vergogna sociale, dovuta forse a problemi giuridici? Come la condanna a solo 1 anno e sei mesi, come successo nel caso di stupro commesso su una collega durante il turno di lavoro? O come il non avere una definizione normativa di molestia sessuale, così da distinguerla dalla violenza sessuale ?
È un orrore umano, dovuto forse a un problema politico? Visto l’assordante silenzio da parte di quella politica rossa a sfondo rosa? La stessa che infatti, per giorni parla e si indigna di una pacca sul sedere a una giornalista ma nulla dice sui crimini efferati su riportati?
Tanto da riflettere o semplicemente cambiare.
 
Rita Lazzaro.




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