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23/04/2022
Primo maggio: festa dei lavoratori?
OMV News Author OMV News Author
 
"Sabato 1 Maggio ore 14 tutti insieme in Piazza Bocca Della Verità a Roma.
La festa del primo Maggio nasce per ricordare le lotte per garantire i diritti dei lavoratori,ma quest’anno ha un significato particolare, perchè vi è l’esigenza di ribadire la volontà di difendere i diritti conquistati con anni di lotte genuinamente sindacali. Infatti, la gestione dell’emergenza Covid ha registrato una riduzione delle garanzie dei lavoratori ed ha contestualmente segnato una frattura irreversibile tra lavoratori e sindacati confederali, che hanno tradito decenni di battaglie schierandosi con il governo a favore dell’obbligatorietà vaccinale e delle misure discriminatorie nei confronti dei non vaccinati, tra le quali sospensioni dal lavoro, demansionamenti, prolungamento dell’orario contrattuale di lavoro ed altre sanzioni limitative delle libertà.
Di fronte a tutto questo invito cittadini e lavoratori a disertare le manifestazioni dei sindacati confederali ed ad unirsi il 1 maggio a noi in Piazza Bocca della Verità a Roma."
https://www.facebook.com/100001026872283/videos/1130849511042242/
Queste le parole di Angelo Giorgianni, fondatore dell' Eretico e Segretario Generale dell'Organizzazione Mondiale per la Vita, nonché giudice sospeso in via cautelare da funzioni e stipendio dalla sezione disciplinare del Csm, la quale ha infatti accolto la richiesta del Procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi.
Provvedimento preso a seguito delle parole dette dallo stesso Giorgianni, il quale parlando dal palco, alla manifestazione del 9 ottobre, chiedeva "un processo, una nuova Norimberga" per i politici e il governo, invocando “giustizia per i morti, le privazioni, la sofferenza che hanno causato”.
Parole dell' ex magistrato, che fanno maggiormente riflettere a seguito del licenziamento di Stefano Puzzer "per giusta causa".
Il leader dei portuali di Trieste, che prima di Pasqua, rientrando a casa, ha trovato una raccomandata inviata dall’Autorità portuale di Trieste, l’azienda per cui lavora da 25 anni. “Sei licenziato”, gli hanno comunicato.
Motivo?
Dal 15 ottobre non si presentava al lavoro.
Decisione che, lo stesso Puzzer aveva ben previsto,consapevole che sarebbe stata solo questione di tempo.
In ottobre infatti, aveva deciso che non sarebbe andato a lavoro fino a quando, per esercitare questo diritto - nel suo caso l'accesso al porto - fosse stato necessario il Green pass, la tessera verde ottenibile con le vaccinazioni anti Covid o il tampone o il certificato di guarigione. E paradossalmente Puzzer, che da mesi conduceva la protesta in piazza, contro la certificazione verde e le altre restrizioni del governo, quel Green pass ce l’ha. Lui infatti si era vaccinato con le due dosi. Restando in seguito a casa, per aver contratto il covid. Una volta superata la quarantena, ha ottenuto il Green pass da guarigione, che però non ha mai voluto scaricare.
Parole del presidente e vice segretario, che sono pietre se accompagnate da dati concernenti la disoccupazione. Dati dell'ultimo rapporto Eurostat, nel quale si osserva come la cifra registrata nel nostro Paese sia pari a un quinto del totale dell'intera Ue. In Meridione e isole, i disoccupati di lungo periodo sono 695 mila, uno ogni dieci. Tutta la Germania ne fa segnare meno: 489 mila
Parole che sono macigni, soprattutto a seguito dei dati allarmanti concernenti la povertà infantile in Italia, in cui 1,3 milioni di minori versano in povertà assoluta, secondo gli ultimi dati Istat riportati dall’Agi.
Precisamente nel 2021, il numero totale dei minori in povertà assoluta è di 1 milione e 384 mila. L’incidenza rispetto al 2020 è stabile, e rimane al 14,2%, ma supera di gran lunga i dati del 2019, quando si trovava all’11,4%. L’Istat dunque evidenzia un quadro drammatico, nel corso della nona edizione del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes). La povertà assoluta in generale, poi, non aumenta né diminuisce, e riguarda attualmente oltre 5 milioni e mezzo di individui (il 9,4%).
Non solo un dramma economico ma anche umano, che colpisce principalmente i giovani. In particolar modo la loro salute mentale, quindi un dramma nel dramma.
I ragazzi della fascia d’età tra i 14 e i 21 anni sarebbero i più colpiti. Gli adolescenti la cui salute mentale è compromessa sono aumentati notevolmente: nel 2019 erano meno del 14%, nel 2021 superano il 20%. Anche questo è un dato Istat, rilevato nello stesso Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes).
Una situazione amaramente paradossale, soprattutto se ricordata a quasi un giorno dal 25 Aprile, festa della liberazione e che di conseguenza porta a una serie domande:
Visto lo stato delle cose e la situazione in cui versa il Paese, come una povertà dilagante o provvedimenti che hanno dato luogo a vere e proprie "segregazioni pandemiche" da far sì che, non tutti possano esercitare gli stessi diritti, ossia quelli Costituzionalmente RIconosciuti, quali appunto il diritto al lavoro ex art 4 Cost,
l' Italia si trova forse nella condizione di poter festeggiare il 25 Aprile e il primo maggio?
O forse forse, queste date - vista la situazione disastrata in cui versa il Paese - sono giornate su cui riflettere e magari, forse, recitare un bel mea culpa?
"Se il fatto di indossare la toga mi deve limitare ad esprimere la mia opinione, allora preferisco lasciarla".
Queste parole, quelle di un magistrato, pardon ex magistrato, sono forse espressione di uno Stato di diritto e di una Repubblica democratica fondata sul lavoro?
 
Rita Lazzaro
 




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