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PANDEMIA D’INGIUSTIZIA: “Il Giudice ‘No Green Pass’ Giorgianni Sospeso

PANDEMIA D’INGIUSTIZIA: “Il Giudice ‘No Green Pass’ Giorgianni Sospeso

22/11/2021
PANDEMIA D’INGIUSTIZIA: “Il Giudice ‘No Green Pass’ Giorgianni Sospeso, Raccomandati di Palamara NO!”. Il Magistrato segnala l’Anomalia
Fabio Giuseppe Carlo Carisio Fabio Giuseppe Carlo Carisio

Perché il giudice Angelo Giorgianni è stato sospeso per aver espresso le sue opinioni da cittadino libero, come garantito da Costituzione Italiana e pronunciamento del CSM, in merito a Green Pass, lockdown e vaccini, mentre i raccomandati della cerchia dell’ex pm romano Luca Palamara, radiato dalla magistratura, non sono stati puniti da un procedimento disciplinare?

Questo è il quesito insinuato da un ottimo articolo pubblicato dal magistrato Nicola Saracino su TogheBlogSpot – Uguale per Tutti: un sito web gestito da magistrati che da anni si battono per la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura (organo di autogoverno delle toghe) focalizzata su tre obiettivi: sorteggio dei candidati al CSM, rotazione dei dirigenti ed abolizione dell’immunità dei componenti del CSM.

 

Il giudice Angelo Giorgianni in uno dei suoi numerosi interventi No Green Pass

Rammentiamo prima i fatti. «Sospeso dalle funzioni e dallo stipendio il giudice Angelo Giorgianni, consigliere alla Corte d’appello di Messina, che il 9 ottobre scorso parlò a Roma dal palco dei no Green pass a piazza del Popolo. Lo ha deciso la Sezione disciplinare del Csm, accgliendo la richiesta del procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi» ha scritto l’ANSA il 27 ottobre.

«Nel suo intervento a piazza del Popolo Giorgianni aveva detto che i manifestanti avevano dato un “preavviso di sfratto” a “coloro che occupano abusivamente i palazzi del potere” e aveva invocato nei confronti di questi ultimi una nuova Norimberga, chiedendo “giustizia per i morti , le privazioni, la sofferenza che hanno causato”. La ministra della Giustizia Marta Cartabia aveva reagito dando incarico ai suoi ispettori di procedere ad accertamenti. Poi si era mosso anche il Pg della Cassazione, mentre al Csm il gruppo di Area aveva chiesto l’apertura di una pratica in Prima Commissione» precisa l’agenzia divenuta velina ufficiale del governo attrazione PD.

Com’è noto Cartabia è storicamente schierata dalla parte dei Pro VAX sin da quando, come giudice della Corte Costituzionale, sancì la legittimità del Decreto Lorenzin del 2017 sui 12 vaccini obbligatori in età scolare rigettando un ricorso della Regione Veneto e di alcune associazioni della società civile.

Davanti alla Sezione disciplinare la difesa di Giorgianni aveva chiesto di anticipare a novembre il collocamento a riposo, visto che era destinato ad andare in pensione nel gennaio 2022. Ma ciò non gli è stato concesso.

Nella sua ottima analisi il magistrato Saracino rievoca lo scandalo PalamaraGate partendo dal caso della sospensione: «E’ la più grave delle misure cautelari che si possano invocare contro un magistrato, in questo caso per un illecito di opinione. Le idee del dott. Giorgianni restano le sue, non sarà il “merito” di quelle idee l’oggetto di questa riflessione.

«Non si conosce la testuale formulazione dell’addebito disciplinare in concreto mosso e quindi la cornice giuridica entro la quale il CSM è chiamato a muoversi. Ma se, come sembra verosimile, risulterà evocato il canone della correttezza o quello del riserbo per come essi sono declinati nel codice deontologico dei magistrati non potrà farsi a meno di notare che sul tema della raccomandopoli togata lo stesso ufficio che oggi chiede di punire il dott. Giorgianni aveva eretto un muro invalicabile tra ciò che stabilisce il codice deontologico e ciò che è rilevante disciplinarmente» scrive Saracino nell’articolo intitolato Mezzi Uomini (pubblicato il 16 ottobre prima della sospensione) in riferimento ad un passaggio cruciale del CSM che riporteremo più avanti.

«E siccome la legge disciplinare non prevede espressamente la raccomandazione, ma solo un generico richiamo alla “correttezza”, sono andati esenti da ogni conseguenza negativa sul piano della carriera i tanti, troppi, “raccomandati” che indisturbatamente continuano ad occupare i posti direttivi di tutta l’Italia» aggiunge il magistrato..

Il riferimento del magistrato di TogheBlogSpot è all’orientamento interpretativo pronunciato dal dottor Salvi, PG della Cassazione, grazie al quale i magistrati che cercarono in ogni modo di farsi raccomandare per incarichi direttivi dall’allora consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura, Palamara, non subirono procedimenti disciplinari. Inevitabile per noi la rievocazione di quel vecchio adagio secondo cui “Per gli amici la legge s’interpreta, per gli altri si applica“. Per i colleghi considerati arbitrariamente “nemici“ viene addirittura stravolta pur di essere applicata…

«A quanto pare quello stesso argine tra deontologia e rilevanza disciplinare dei comportamenti, ritenuto invalicabile a vantaggio dei questuanti, si può oltrepassare quando venga in considerazione la pubblica manifestazione del pensiero del magistrato. Eppure, la legge disciplinare esige il “riserbo” del magistrato solo nell’esercizio delle sue funzioni, non quando da libero cittadino pratica le libertà riconosciute a tutti. E il dott. Giorgianni non stava tenendo una udienza, ma partecipava ad una manifestazione pubblica» chiosa Saracino analizzando anche i contenuti delle esternazioni del giudice oggi sospeso.

«La spinta emotiva e soprattutto ideologica che in questo sventurato momento storico agita e divide il paese circa i rimedi da mettere in campo contro la pandemia, con particolare riferimento al green pass, deve avere avuto un certo peso nell’iniziativa disciplinare. Quasi che non si possa nemmeno discutere del perché in piena pandemia e con le terapie intensive esauste si dovesse andare a lavorare senza esibire alcun tampone ed oggi, con l’80% della popolazione immunizzata, si pretenda invece l’attestato di sanità» evidenzia ancora acutamente il magistrato entrando nel merito delle questioni cogenti che hanno suscitato l’indignazione anche di un’eurodeputata italiana.

«Se a colpire è stato il suggestivo riferimento del dott. Giorgianni ad una nuova “Norimberga” contro i governanti che, secondo una certa visione, starebbero indebitamente limitando i diritti fondamentali della persona v’è da osservare che la sua non è molto diversa, né più grave, di altre uscite pubbliche di magistrati che in passato hanno ad esempio affermato che un certo governo non era legittimato a por mano alla riforma della giustizia. In alcune di queste occasioni uno dei partiti politici dei magistrati qualificò addirittura come “abnorme” l’iniziativa disciplinare, sfociata comunque nell’affermazione della liceità di quelle condotte».

«Questione di punti di vista, che dipendono sempre dal “merito”. Ma se non si vuole usare la scure disciplinare come strumento di controllo politico (dei magistrati e non solo) non si deve mai dimenticare che l’art. 21 della Costituzione nel sancire la libertà di manifestazione del pensiero – che sia condiviso non deve contare – non pone limiti ai luoghi ed agli spazi ove ciò possa avvenire, siano essi una pubblica piazza reale o luoghi virtuali come il web» rileva il magistrato di Uguale per Tutti prima di citare i passaggi essenziali del dettato normativo.

«L’iniziativa della procura generale della cassazione sorprende non poco perché lo stesso CSM ha da tempo sposato questi basilari principi democratici escludendo “ogni ragione di riserbo nel trattare, peraltro, temi di carattere generale tali da prevalere sul diritto, costituzionalmente protetto, di libera manifestazione del pensiero secondo il fondamentale precetto dell’art. 21 della Costituzione. E del resto che il magistrato non sia e non debba essere considerato un uomo dimezzato, è dato che appartiene alla comune sensibilità con la quale si sono sintonizzati, in materia, sia la Corte Costituzionale (sent. n. 70 del 2003) 5.6.1981 n.100) sia le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione (sent. 4.2.1999, tra le altre)” (Sezione Disciplinare, sent. n. 70 del 2003)».

«Sarebbe molto triste constatare che il virus sia stato capace di arrecare danni irreparabili non solo alla salute pubblica ma anche alla tenuta della democrazia» è l’amara conclusione del dottor Saracino che, di fatto, dipinge già quanto sta avvenendo sotto gli occhi complici, distratti o ciechi di molti politici, rappresentanti istituzionali e purtroppo anche cittadini, intenti a pensare solo al quieto vivere nel loro orticello.

Giunge indubbiamente un auspicio di speranza proprio dalla presa di posizione autorevole di questo rappresentante di un nutrito gruppo di oneste toghe che, proprio per preservare la loro autonomia, arrivarono a scrivere un appello al Presidente della Repubblica (e del CSM di diritto) Sergio Mattarella dopo il verminaio venuto a galla nello scandalo PalamaraGate. Non ci risulta che il Capo dello Stato abbia mai risposto.

Proprio come il Ministro della Salute Roberto Speranza non ha mai risposto a quegli scrupolosi medici che segnalarono con grande anticipo, prima di migliaia di morti, l’efficacia del cortisone nella cura del Covid-19 e il ruolo fondamentale della Vitamina D3 nella prevenzione degli effetti più gravi della malattia infettiva. Anche da lì prese spunto la denuncia dell’avvocato Alessandro Fusillo e del biologo Franco Trinca in relazione ad una presunta strage di stato per le terapie ignorate.

Forse proprio per aver denunciato queste terapie ignorate nel suo libro Strage di Stato, il giudice Giorgianni è stato severamente punito dal sistema.

 





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