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03/09/2021
Bolsonaro pone cinque veti alla legge sulla sicurezza nazionale
Silvia Pedrazzini Silvia Pedrazzini

Il Presidente Bolsonaro ha posto cinque veti agli articoli della legge sulla sicurezza nazionale che puniscono la comunicazione di massa "ingannevole"  e che vietano le manifestazioni pacifiche.


Il Presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha approvato il disegno di legge che revoca la legge sulla sicurezza nazionale  creata nel 1983 durante la dittatura militare.
Bolsonaro ha sancito la legge con cinque veti sul disegno di legge approvato dal Congresso.


 Il Presidente ha posto il veto sull'articolo della legge che punisce la divulgazione di informazioni false. Bolsonaro  ha sostenuto che l'articolo va contro l'interesse pubblico in quanto non chiarisce se la punizione è per chi  ha generato l'informazione o per chi l'ha condivisa. Secondo Bolsonaro nell'articolo è difficile apprendere la definizione di ciò che si può definire una fake news. Bolsonaro giustifica anche il suo veto affermando che" la formulazione generica ha l'effetto di allontanare l'elettore dal dibattito politico il che ridurrebbe la sua capacità di definire le proprie scelte elettorali inibendo il dibattito di idee, limitando la concorrenza delle opinioni, andando contro il contesto dello Stato di diritto democratico che indebolirebbe il processo democratico e la stessa performance parlamentare".

Un altro veto riguarda l'articolo che aumenta la pena di un terzo se i reati contro lo Stato di diritto democratico sono commessi da un pubblico ufficiale con violenza,  minaccia grave o  con l'uso di un'arma da fuoco .

Bolsonaro ha altresì  posto il veto sull'articolo che consente ai partiti politici con rappresentanza al Congresso, di intentare causa per reati contro le istituzioni democratiche nel processo elettorale.

Un ulteriore veto è sull'articolo che  prevede la punizione per chi ha impedito ed impedisce il libero e pacifico esercizio delle manifestazioni.

Il Presidente ha anche posto il veto alla parte del testo di legge  che ha aumentato del 50% (con perdita di grado o laurea) la pena per il personale militare che commette delitti contro lo stato di diritto. Su tale veto il presidente afferma "Nonostante la buona intenzione del legislatore la proposta legislativa va contro l'interesse pubblico poiché viola il principio di proporzionalità, ponendo i militari in una situazione più grave rispetto ad altri agenti dello Stato oltre a rappresentare un tentativo di impedire le manifestazioni di pensieri provenienti da gruppi più conservatori".





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