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13/05/2021
Vaccini e studi scientifici: la verità sulla nanotecnologia e le applicazioni ai vaccini Covid-19
Silvia Pedrazzini Silvia Pedrazzini

Esiste una vasto numero di aziende che utilizzano la nanotecnologia coinvolte nella produzione del vaccino COVID-19. Studi accademici e ricerche scientifiche risalenti già al 2014, dimostrano che  veniva già esaminato l' uso di nanoparticelle di ossido di ferro superparamagnetiche (SPION) nella somministrazione dei vaccini a DNA.


Esistono varie pubblicazioni scientifiche e studi accademici che si occupano del tema relativo all' uso di nanoparticelle di ossido di ferro superparamagnetiche (SPION) nella somministrazione dei vaccini a DNA.
Dal principale portale internazionale di  nanotecnologia, NANOWERK , si apprendono alcuni  aspetti relativi agli  approcci nanotecnologici nell'ambito della produzione dei vaccini Covid-19 in una pubblicazione del novembre 2020.
"Due società che hanno guidato la carica per sviluppare i vaccini COVID-19 sono Moderna e la partnership BioNTech / Pfizer.  Entrambe queste società stanno sviluppando mRNA che codifica subunità del picco COVID-19 o proteina S; nel frattempo, l'Università di Oxford / Astrazeneca e CanSino sono due società che sviluppano vaccini basati su vettori virali non replicanti. I vettori virali utilizzano il DNA anziché l'mRNA per codificare gli antigeni desiderati.
Entrambi gli approcci hanno avuto un successo limitato come piattaforme di vaccino ed alla data novembre 2020, nessuno dei due è stato approvato per l'uso come vaccino. Entrambi dipendono dagli acidi nucleici che codificano l'antigene bersaglio, ma differiscono nella loro consegna. I vettori virali possono entrare nella cellula utilizzando meccanismi virali, consentendo la produzione ad alta fedeltà di antigeni .Tuttavia, possono anche causare risposte immunogeniche o tumori se aderiscono ai geni sbagliati.  Il rilascio dell'mRNA dipende dall'uso di involucri di nanoparticelle lipidiche per rilasciare l'mRNA citoplasmaticamente, cioè direttamente nella cellula".
La cosa è alquanto interessante.
In uno STUDIO del 2014,  pubblicato dalla National Library of Medicine ( PUBMED.GOV)   situata nel campus del National Institutes of Health a Bethesda nel Maryland, vi è uno studio sulla consegna di nanoparticelle superparamagnetiche del vaccino a DNA.
Un estratto dello studio riporta che  "L'uso di nanoparticelle di ossido di ferro superparamagnetiche (SPION) per fornire geni tramite magnetofection mostra la promessa di migliorare l'efficienza della consegna genica sia in vitro che in vivo. In particolare, la durata della trasfezione genica specialmente per l'applicazione in vitro può essere significativamente ridotta dalla magnetofection rispetto al tempo necessario per ottenere un'elevata trasfezione genica con protocolli standard. Gli SPION che sono stati resi stabili in condizioni fisiologiche possono essere utilizzati sia come agenti terapeutici che diagnostici grazie alle loro caratteristiche magnetiche uniche. Le caratteristiche preziose delle nanoparticelle di ossido di ferro nelle bioapplicazioni includono uno stretto controllo sulla loro distribuzione dimensionale, proprietà magnetiche di queste particelle, e la capacità di trasportare particolari biomolecole a target specifici". 
A voi le domande che è lecito porsi dopo aver saputo che tipo di vaccini Covid siano stati studiati e a base di cosa siano quelli somministrati attualmente o che potrebbero essere somministrati in futuro.
Il 19 marzo 2021, News Medical Life Science,  pubblica uno STUDIO nel quale i ricercatori esplorano il potenziale della nanotecnologia per fornire terapie sinergiche per COVID-19.
E in Italia?

 





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