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24/06/2021
Studio accademico: cancerogenesi delle radiazioni 5G
Silvia Pedrazzini Silvia Pedrazzini

Un importante studio condotto recentemente da ricercatori statunitensi ed iraniani, pubblicato anche sul  Journal of Biomedical Physics and Engineering, afferma che  il danno causato dalle radiazioni 5G non può essere ignorato anzi vi sono strettissime correlazioni tra 5g e tumori. 


Benchè sia stato ampliamente dimostrato che l'esposizione ad alti livelli di campi elettromagnetici a radiofrequenza sia dannosa per l'uomo e l'ambiente, il sistema attuale diffonde solo  fake news  affermando  che non vi siano  prove scientifiche a sostegno di un potenziale legame tra il 5G e il rischio di tumori maligni come il cancro della pelle.
I ricercatori Dott. Mehdizadeh e Dott. Mortazavi entrambi della Shiraz University of Medical Sciences in Iran ed il  Dott. Bevelacqua (USA),  hanno condotto uno studio nel quale affermano "Si ritiene che l'uso diffuso della tecnologia 5G possa portare a significativi aumenti dell'esposizione umana ai campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF-EMF). Alla luce di questa considerazione, in un appello all'Unione Europea (UE), più di 180 scienziati e medici di 36 paesi hanno messo in guardia sui potenziali pericoli della tecnologia 5G".
A sostegno dello studio scientifico i tre ricercatori citano il Dott. Lennart Hardell Professore di Oncologia presso l'Università di Örebro in Svezia che afferma " L'industria delle telecomunicazioni sta cercando di implementare una tecnologia che potrebbe avere conseguenze dannose molto reali e non intenzionali... Siamo molto preoccupati che l'aumento dell'esposizione alle radiazioni da parte del 5G porti a danni che non possono essere invertiti". Vi è un concreto interesse tra chi gestisce le telecomunicazioni ed i governi ad implementare la tecnologia 5G a discapito della salute pubblica.
Nello studio si fa inoltre riferimento al Dott. Hardell L ed al Dott.Carlberg M. che nella loro recente pubblicazione hanno affrontato le loro preoccupazioni sui legami con l'industria "I conflitti di interesse e i legami con l'industria sembrano aver contribuito ai rapporti distorti".
Il Dott. Mehdizadeh ed il Dott.  Mortazavi hanno presentato il primo modello di cancerogenesi del 5G nel quale "le radiazioni 5G ad alta frequenza penetrano nelle cellule della pelle viventi e possono danneggiarle gravemente a causa della sua bassa penetrazione e della deposizione di energia molto elevata per unità di distanza al di sotto del superficie cutanea . Data questa considerazione, l'assorbimento delle radiazioni 5G nella pelle può portare alla generazione di alti livelli di radicali liberi, che a loro volta aumentano il rischio di cancro della pelle. Yakymenko et al., hanno riportato che tra 100 pubblicazioni peer-reviewed sugli effetti ossidativi delle radiazioni a radiofrequenza a bassa intensità incluse nella loro revisione, 93 studi hanno mostrato che le radiazioni a radiofrequenza hanno indotto effetti ossidativi nei sistemi biologici ".
Lo studio cita in seguito Betzalel N. , Ishai P B. e  Feldman Y i quali hanno precedentemente sviluppato un modello di simulazione della pelle umana.
La ricerca citata si  concentra sulla struttura multistrato della pelle" in particolare sul segmento elicoidale del condotto sudore che funge da antenna che porta ad un alto tasso di assorbimento specifico (SAR) della pelle a frequenze estremamente elevate, dove le risonanze del condotto sudore si verificano radiazioni a breve lunghezza d'onda." Gli stessi ricercatori affermano quindi “Ci sono prove sufficienti per suggerire che la combinazione del condotto elicoidale del sudore e delle lunghezze d'onda che si avvicinano alle dimensioni degli strati della pelle potrebbe portare a effetti biologici non termici. Tali paure dovrebbero essere indagate e queste preoccupazioni dovrebbero anche influenzare la definizione di standard per l'applicazione delle comunicazioni 5G” .
Una citazione importante dello studio  fa riferimento ad un rapporto scientifico dei ricercatori  Tripathi S R, Miyata E, Ishai P B, Kawase K. nel quale gli stessi hanno dichiarato "abbiamo osservato i dotti sudoripari umani ed hanno  notato che la loro frequenza di risonanza si trova nella regione dei terahertz. Data la gamma di dimensioni del condotto e lunghezza d'onda della radiazione 5G, diventa evidente l'importanza delle lunghezze d'onda 5G più corte. Si verificano risonanze nei dotti del sudore alle frequenze THz. Quando la lunghezza d'onda della radiazione non ionizzante diminuisce, l'accoppiamento di risonanza e la deposizione di energia aumenteranno".
Come supportato dallo studio, il danno causato dalle radiazioni 5G non può essere ignorato o catalogato come fake news dal mainstream. 

 


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