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02/07/2021
Team di ricercatori italiani: l' estratto di foglie di vite inibisce la replicazione di SARS-CoV-2 e HSV-1
Silvia Pedrazzini Silvia Pedrazzini

Un team di ricercatori italiani ha dimostrato che l'estratto di foglie della vite comune, la  Vitis vinifera, mostra un' attività antivirale contro la sindrome respiratoria acuta grave SARS-CoV-2 ovvero contro l'agente che causa la malattia del COVID-19 e l' HSV-1 (Herpes simplex virus).


Rilevante studio da parte di un team di ricercatori italiani, pubblicato su MDPI,  nel quale i ricercatori hanno dimostrato che l'estratto di foglie della vite comune , la Vitis vinifera, mostra una notevole attività antivirale contro la sindrome respiratoria acuta grave SARS-CoV-2 e contro il virus dell'herpes simplex di tipo 1 (HSV-1).
"Il team ha utilizzato un solvente acquoso al metanolo per preparare estratti di foglie di Vitis  vinifera e ha valutato la sua composizione fenolica e l'attività antivirale contro HSV-1 e SARS-CoV-2. L'analisi del profilo chimico mediante cromatografia liquida-spettrometria di massa ad alte prestazioni ha identificato circa 40 composti fenolici. La maggior parte dei composti erano derivati ​​della quercetina mentre altri includevano derivati ​​di luteolina, kaempferolo, apigenina, isorhamnetina, miricetina, crisoeriolo, biocanina, isookanina e scutellareina".
Si ricorda che la quercetina è il flavonoide maggiormente utilizzato per i disturbi metabolici e infiammatori e la principale attività attribuita è quella antiossidante. Essa infatti contribuisce a ridurre la formazione di radicali liberi e sostanze pro-infiammatorie.
Nello studio si evince che " l'estratto di foglie di vite ha inibito la replicazione sia di HSV-1 che di SARS-CoV-2 nelle prime fasi dell'infezione a una concentrazione di soli 10 µg/mL. L'analisi degli eventi di legame virus-cellula ha rivelato che l'estratto è stato in grado di bloccare l'attaccamento di HSV-1 e SARS-CoV-2 alle cellule ospiti.
L'estratto ha ridotto significativamente l'espressione del gene che codifica  la proteina spike SARS-CoV-2 . Questo picco media la fase iniziale del processo di infezione legandosi all'enzima di conversione dell'angiotensina 2 (ACE2) del recettore della cellula ospite". Le conclusioni  del  team di ricerca affermano che "Considerando l'attuale emergenza pandemica, i nostri risultati rappresentano una risorsa promettente".

 





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